PRO LOCO MONTE ARGENTARIOProteso in mare per circa 15 Km dalla linea di costa, esteso per 6.023 ha,
l'Argentario si presenta come un complesso territoriale unico nel suo
genere, collegato alla terraferma da due tomboli naturali (Giannella e
Feniglia) e da un istmo artificiale (diga di Orbetello), delimitato a N, S,
W, S-E dal Mar Tirreno, a N-E dalla Laguna di Orbetello. Il promontorio è
nettamente montuoso, con elevazione massima di 635 m della vetta del Monte
Telegrafo.
E' facilmente individuabile una dorsale di direzione N-W S-E comprendente i
rilievi di Poggio Tondo (536 m), Poggio Bellavista (541 m), Monte Telegrafo
(635 m) e Poggio Canaloni (535 m), i più alti del promontorio.
Si possono
così distinguere due versanti: uno nord-orientale, quasi totalmente
affacciato sulla laguna, che degrada a mare con un susseguirsi di piccoli
rilievi, vallecole e piccole piane alluvionali coperte dalla fertile
terrarossa. Un secondo versante sud-occidentale, più complesso e
diversificato, alterna scarpate rocciose e ripidi crinali a Sud, a rilievi
meno aspri ed elevati che circondano l'abitato di Porto Santo Stefano a
Nord. La costa è quasi interamente rocciosa con numerose falesie e scogliere
a picco sul mare.
Alcuni piccoli isolotti fronteggiano le coste del promontorio, e se per
molti le ridotte dimensioni li classificano come scogli, per altri ben più
grandi, si può invece parlare di vere e proprie isole. L'Isolotto è il più
vasto, con i suoi quasi 500 m di lunghezza, 200 m di larghezza e 69 m di
elevazione, ed è situato a 300 m dalla costa delle Viste, a Sud di Porto
Ercole. L'Argentarola, posta di fronte a Cala Moresca, a 500 m dalla costa,
misura circa 200 m per 80 m e presenta ripide falesie nel versante
meridionale.
L'Isola Rossa dista poche decine di metri dalla punta di Poggio
Scorpacciate, ha forma triangolare (160x160x100) ed una vetta alta 46 m.
Date le caratteristiche morfologiche e soprattutto climatiche
dell'Argentario, l'idrografia superficiale del promontorio è da considerarsi
complessivamente scarsa. l'approvvigionamento idrico è comunque garantito
dall'acquedotto del Fiora.
Tra gli eventi più interessanti che seguono la lunga storia geologica del
promontorio dell'Argentario, è senz'altro il fenomeno che lo ha visto per
lungo tempo non facente parte del continente, ma isola. L'Argentario faceva
parte di un'unica massa continentale già nel Miocene superiore, e da quel
momento, circa 10 milioni di anni fa, non è mai stato interamente sommerso
dal mare.
Nel Quaternario, i collegamenti con il continente si sono fatti
frequenti a causa delle periodiche glaciazioni plio-pleistoceniche che
inducevano marcate regressioni marine. Sono queste le epoche dei
collegamenti delle isole dell'Arcipelago Toscano con la terraferma. La
nascita dell'Argentario presenta molte analogie con l'origine delle isole
del Giglio, Montecristo ed Elba. L'emersione dalle acque è avvenuta per
sollevamento di un enorme plutone granitico, che ha spinto verso l'alto i
sedimenti che lo coprivano e rappresentavano le rocce del fondo marino.
Oggi il promontorio di Monte Argentario presenta i terreni più antichi che
si possano trovare in Toscana: il Verrucano ed il Calcare Cavernoso, con
parziali sovrapposizioni anomale di altri terreni molto diversi.
Per la sua composizione geologica, tutto il promontorio è interessato da uno
spiccato carsismo, risultante da numerose cavità, condotti e fori carsici.
La Grotta del Turco, lungo la costa della Cacciarella e la Grotta Azzurra a
Cala dei Santi sono le uniche accessibili via mare.
La seconda contiene
numerosi speleotemi pre-tirreniani (13.000 anni fa) e riempimenti con sabbia
dove sono presenti fauna marina fossile, ossa scheggiate, industrie litiche
e tracce di focolai databili in epoca post-tirreniana. Da notare anche la
Grotta di Nonna Vittoria a Punta della Riccia, la Grotta della Polveriera a
Poggio Mortaio (dove è stata rinvenuta una spiaggia tirreniana) e la Grotta
degli Stretti presso la punta omonima.