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LA PESCA

Tra i più antichi mestieri dell’uomo vi è sicuramente da annoverare la “Pesca”. Questa è stata da sempre circondata da un alone di fascino romantico per la difficoltà e l’imprevedibilità del mare.peschereccio L’esempio dell’epopea della caccia alla balena è sicuramente sintomatico, questa infatti per quanto distruttiva e responsabile di gravissimi danni alle comunità di cetacei, ha prodotto opere di letteratura di fama mondiale, tra queste una delle più note è “Moby Dick” di Melville. Come dimenticare le gesta del Capitano Akab all’inseguimento della balena bianca. O ancora il vecchio ed  il mare di H.Hemingway dove l’uomo è completamente solo contro gli elementi pronto a battersi fino allo stremo per misurare la propria forza. Ai nostri giorni il progresso tecnologico ha messo a disposizione  dell’uomo, strumenti capaci di individuare i migliori banchi di pesci con l’ausilio dei satelliti, imbarcazioni fornite di potenti motori e reti che le rendono in grado di sfidare condizioni avverse. Ciò ha reso più produttivo lo sforzo di pesca, riducendone in parte anche i rischi, sono state quindi introdotte tutta una serie di regole, il cui rispetto è necessario al mantenimento della risorsa non di certo infinita .
Presso l’Argentario è presente una tra le più importanti flotte pescherecce del Tirreno che sta vivendo una forte crisi dovuta alla difficoltà di reclutare giovani che intendano intraprendere questo duro mestiere ed alla strategia dell’Unione Europea che favorisce il disarmo dei mezzi da pesca per ridurne lo sforzo e l’impatto sulla risorsa ittica. Una lunga tradizione ed il mondo che la circonda si sta lentamente spegnendo per lasciare il posto ai più redditizi mezzi da diporto turistici. La Pesca se eseguita nel rispetto dell’ambiente e delle regole comunitarie è una componente fondamentale delle attività marinare, fonte di interessanti informazioni anche per i ricercatori studiosi del mare.
 
Numerosi e diversi sono i metodi di pesca marina che possono essere ricondotti all’uso di: lenza, rete e fiocina. Mentre i tipi possono essere suddivisi in pesca costiera e pesca d’altura, quest’ultima ulteriormente divisa in pesca ravvicinata od oceanica.
Delle lenze fanno parte: palamiti o palangresi, costituiti da un grosso cavo di circa 500 m, di canapa trasversale, tenuto in superficie alle estremità da galleggianti e tenuto alla profondità desiderata tramite pesi. Dal cavo pendono alcune centinaia di lenze che terminano con gli ami. Palancari ovvero palamiti per acque più profonde anche oltre i 500 m per la pesca del nasello, gronchi ecc.
 
Delle reti fanno parte: reti da strascico, la cui funzione è quella di rastrellare sul fondo, la più tipica di queste è la sciabica, caratterizzata da un sacco a maglia particolarmente fitta che lateralmente si prolunga in due ali più larghe che servono per il rimorchio e che possono raggiungere una lunghezza di 200 m circa. Il tartanone è un tipo di sciabica più piccolo. Reti  da circuizione che servono a circondare completamente il banco di pesce. La lampara ne è un esempio tipico dove la sorgente luminosa serve ad attirare i pesci, in particolare sardine ed acciughe. Reti da posta, il tramaglio che è una rete fissa attaccata da un lato alla scogliera e lunga un centinaio di metri circa, è suddivisa in 3 strati per imbrigliare pesci di diverse dimensioni. I due strati esterni presentano la rete a maglie larghe, mentre nella parte centrale le maglie sono più strette per i pesci piccoli. La mugginara è un tipo di rete da posta per la cattura dei cefali. La menaide invece è un tipo di rete da posta per la cattura del pesce azzurro. La nassa infine è utilizzata per la pesca del benthos, si tratta di una rete rigida con una entrata dalla quale i pesci non possono più uscire e che viene ancorata sul fondo.
Presso l’Argentario la pesca professionale è essenzialmente, ma non solo, dedicata a tutti i tipi di pesce azzurro.
Recentemente si è sviluppata un’intensa attività di pesca sportiva da imbarcazione rivolta prevalentemente alle specie di passo in particolari periodo dell’anno, come la traina ai tonni, ricciole, palamite, lampughe e acertoli, il bolentino di profondità o la pesca ai calamari, seppie e polpi.